Prestiti e prestiti personali, guide e consigli

Prestiti e prestiti personali guide e consigli

Prestiti e prestiti personali, guide e consigli per ottenere un finanziamento.

Molti di noi, almeno una volta nella vita hanno, avuto o avranno bisogno di un prestito, dalla propria famiglia o da un istituto di credito. Tutto ovviamente dipende da una serie di fattori tra cui l’entità del prestito. Se l’entità del prestito è limitata, c’è una maggiore possibilità di ottenerlo; è una questione di solvibilità, di capacità del debitore di far fronte a cifre minori con una tranquillità maggiore, pertanto le garanzie richieste in questo senso sono minori.

Prima di concedere un qualsiasi prestito gli istituti di credito effettuano le verifiche del caso, controllando specialmente se siete stati segnalati da altri istituti come cattivi pagatori, se in passato siete stati oggetti di pignoramenti, sequestri o protesti.  Oltre ad essere dei buoni pagatori, avrete bisogno di garanzie, quali un contratto a tempo indeterminato, una casa di proprietà, un buon reddito se invece siete nullatenenti, avrete necessariamente bisogno che qualcuno garantisca per voi, magari con una fidejussione o altro tipo di garanzia personale.

Per quel che riguarda il buon mercato, bisogna, prima di stipulare il contratto, prestare la massima attenzione. Non bisogna fermarsi all’indicazione del tasso di interesse, del Tan, del Taeg, del tasso fisso o variabile; bisogna anche andare a verificare, da subito, le spese per la concessione del prestito e le modalità di estinzione, nonché le previste penali per ritardato pagamento. Solo avendo un quadro completo di tutti questi elementi, possiamo dare un giudizio attendibile sulla bontà e sulla convenienza del prestito stesso.

Per farsi un’idea di cosa andrete a spendere è buona regola quella di richiedere una simulazione dell’entità delle rate per tutto il periodo di restituzione dei soldi. In questo modo non sarà difficile quindi, a fronte della comparazione di dette simulazioni, scegliere l’offerta che riteniamo essere più conveniente, come ad esempio i prestiti personali IBL Banca.

Ed eccoci pronti per acquistare una macchina, per rifare la cucina, per affrontare una spesa medica di rilievo o, molto più semplicemente, per andare in vacanza. In rete esiste la possibilità di vagliare più opportunità: armiamoci di santa pazienza e confrontiamone il più possibile, non è per nulla difficile.

Acquistare a rate senza busta paga, si può?

Acquistare a rate senza busta paga

Acquistare a rate senza busta paga, si può? Ecco come e che cosa serve.

Fra esodati, licenziati, gente che non riesce a lavorare, qui le cose non si mettono bene. Dire che c’è crisi economica probabilmente è un eufemismo; il fatto è che altre crisi economiche più o meno importanti col passare del tempo sono state superate. Questa sembra essere una crisi sistemica, che è un’altra cosa.

Vale a dire. Non è che all’interno del sistema entrano in crisi alcuni elementi che poi col passare del tempo si rimetteranno in riga; qui si tratta di valutare che è entrato in crisi un sistema, con tutto quel che ne consegue. Perciò col passare del tempo ci renderemo conto che dovremo modificare i nostri parametri di ragionamento.

Da un punto di vista economico-finanziario, ma anche lavorativo, le certezze saranno sempre minori e, purtroppo, la forbice fra chi ha di più e chi ha di meno è destinata ad allargarsi: ci sarà chi avrà molto di più e chi avrà molto meno. Insomma, non è improbabile il fatto che, se non si interviene subito e a fondo, le cose non si metteranno bene.

I meccanismi tradizionali delle entrate e delle uscite stanno mutando velocemente anch’essi, in funzione di una precarietà generalizzata e di una insicurezza rispetto a situazioni che parevano essere, col tempo, con la buona volontà e con la pazienza, acquisite o acquisibili. Come ad esempio un bel contratto a tempo indeterminato. E invece manco per niente.

I figli stentano a trovare lavoro, e nonni e genitori, con pensioni nemmeno ragguardevoli, sono costretti a utilizzare il bancomat anche per loro; perché, cosa incredibile ma vera, la pensione è diventata una delle poche entrate sicure alle quali appigliarsi. E non si sa nemmeno per ancora quanto tempo. Anche gli acquisti, naturalmente, seguono questa evoluzione.

Acquistare a rate senza busta paga si può? Cosa dice la banca

Acquistare a rate senza busta paga si puo

Il prestito in banca, diventato molto più difficile e a volte impossibile, non è cosa di tutti i giorni. Per avere un fido o un mutuo servono centocinquanta garanzie di parenti fino al quindicesimo grado. Le carte di credito e i bancomat ce li hanno in molti, ma il problema è che dietro, o dentro se volete, c’è poco o nulla.

Stiamo esagerando? Se consideriamo i numeri sullo stato medio delle famiglie italiane, sull’occupazione e sugli indici di povertà, non ci sembra. Quindi, se abbiamo un bancomat con pochi soldi dentro, e magari non una busta paga, solitamente ci sono preclusi acquisti a rate. Così è sempre stato, e così è la normalità; eppure sembra che ora qualcosa stia cambiando, fortunatamente, anche in questo senso.

Vale a dire che c’è la possibilità di acquistare a rate senza esibire la famosa busta paga. Esistono aziende e realtà varie che consentono ai propri clienti di rateizzare certi acquisti. Ovviamente stiamo parlando di acquisti oltre un certo importo, non di dieci euro. Ad esempio, per acquisti oltre i trecento euro, alcuni store propongono la rateizzazione degli importi in dieci o più mensilità.

Niente busta paga, avalli, fidejussioni e garanzie varie: servono un Bancomat, il Codice Fiscale, la Carta di Identità e il numero di telefono del cellulare. Ovviamente le condizioni variano da store a store, ma in linea di massima si può dire che le rateizzazioni non prevedono pagamenti di interessi o altre spese di sorta.

Per quanto riguarda acquisti di valore minimo, c’è anche chi dà la possibilità di fare questi, tuttavia il numero delle rateizzazioni è decisamente inferiore, e si aggira sulle 3-5 rateizzazioni. Normalmente le procedure sono standardizzate e non c’è possibilità di contrattazione sul numero delle rate. In rete ci sono molte realtà che propongono questo genere di acquisti senza busta paga. Facciamo un giretto e andiamo a vedere fiduciosi quella che più ci aggrada.

Cosa sono i Bitcoin e come funzionano?

Che cosa sono i Bitcoin e come funzionano?

In principio era il semplice scambio di beni, di merci, di cose. Col passare del tempo l’evoluzione ha fatto anche il suo corso in tema di economia, di commercio, per cui è diventato utile, anzi, indispensabile inventare qualcosa che surrogasse lo scambio di merci, che lo sostituisse e in qualche modo rappresentasse.

Ecco che allora in tutto il mondo civile, ma non solo, l’uomo si è inventato la moneta, i soldi e altri strumenti simili. Una comodità non indifferente, dal momento che, al posto di accumulare beni, anche quelli meno utili o addirittura inutili, l’essere umano si è reso conto della utilità della moneta di scambio.

In maniera molto più agile, trasportando o scambiando le sole monete, o comunque i soldi, c’era e c’è la possibilità di movimentare piccole, medie e immense ricchezze. Un fatto di mera utilità legata alla praticità. Inizialmente le monete erano fatte di metalli più o meno preziosi, come bronzo, oro argento. Le famose monete romane sono conosciute in tutto il mondo; ma questo è solo un esempio, giacché sulla scorta di quella esperienza ed esperienze simili, le emulazioni sono state infinite.

Si può dire che in qualche misura il livello di civiltà di un popolo si misurasse anche sull’esistenza di questi mezzi di scambio, che erano indice di un concetto di economia più avanzato. Adesso i soldi sono un’altra cosa, e i trasferimenti di denaro pure. I pagamenti avvengono in maniera del tutto differente. Ci sono le banconote, oltre le monete, ci sono gli assegni, ci sono i bonifici per i trasferimenti di denaro fra banche.

Insomma, c’è di tutto e di più: i metodi e i mezzi di pagamento sono diventati moltissimi, soprattutto in funzione dello sviluppo esponenziale dell’informatica negli ultimi anni. Addirittura i pagamenti ora possono essere fatti con un semplice comando dal proprio cellulare, e in maniera in realtà molto sicura, viste le varie metodologie di protezione dei dati, dei sistemi e delle operazioni, anche bancarie.

Resta il nodo della moneta virtuale, il Bitcoin, la cosiddetta criptovaluta e la possibilità di investire su di essa. Cosa sono i Bitcoin e come funzionano? I Bitcoin si concretano in un sistema di pagamento globale che ha preso piede nel 2008-2009, anni in cui è comparso. La mitologia ci racconta di un inventore anonimo il cui pseudonimo è un certo Satoshi Nakamoto, la qual notizia ci fa arguire che probabilmente l’inventore stesso proviene dal Paese del Sol Levante.

Cosa sono i Bitcoin e come funzionano

Convenzionalmente, quando Bitcoin si scrive con l’iniziale maiuscola si fa riferimento alla tecnologia e alla rete, quando si scrive con la minuscola ci si riferisce alla valuta in senso proprio. Ma i tecnici della finanza sanno che in realtà il Bitcoin non è una moneta, piuttosto un mezzo di scambio ad alto grado di volatilità. Il valore del Bitcoin si basa esclusivamente sulla leva della domanda e dell’offerta il tutto gestibile anche attraverso un sistema di trading di criptovalute.

Il Bitcoin usa un database distribuito fra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni. La rete Bitcoin permette il possesso e il trasferimento anonimo delle monete. I dati possono essere salvati sui computer, smartphome, tablet e altri dispositivi elettronici. Questi database possono essere assimilati a una sorta di banca elettronica. Ognuno può trasferire Bitcoin ad altri, a patto che si possegga un determinato indirizzo Bitcoin.

In assenza di un Ente Centrale che governi o controlli il sistema, la cosiddetta struttura Peer to Peer utilizzata, non consente blocchi di trasferimenti o attività inibitorie similari. I trasferimenti vengono definiti in sostanza come un cambio di proprietà della valuta. Una corrente di pensiero ritiene che queste criptovalute siano un mezzo importante per democraticizzare la finanza globale in un momento di recessione internazionale generalizzato. Altri ritengono invece che il sistema sia fondamentalmente illegale e come tale vada combattuto.

Fondi per giovani imprenditori, opportunità e bandi

Ci sono fondi per giovani imprenditori e quali sono? Qualche informazione sulle opportunità e sui bandi ai quali è possibile partecipare.

Il problema dell’imprenditoria in Italia viene da lontano, nel senso che, fatta eccezione per la piccola e piccolissima impresa, in fin dei conti non siamo mai stati un Paese di imprenditori.

In generale possiamo dire che la piccola imprenditoria e quella familiare hanno funzionato decentemente da decenni, e probabilmente sono state l’asse trainante, uno dei motori economici italiani. Tuttavia, purtroppo, specialmente in alcune Regioni, siamo stati avvezzi a considerare l’imprenditoria come esistente solo a condizione che potesse essere assistita, e non sempre in maniera sana.

Stiamo parlando dell’assistenzialismo, ovviamente, una delle vere piaghe del nostro Paese. Miliardi e miliardi bruciati, gettati via nel nulla nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, come sovente è accaduto, invece i fondi pubblici hanno preso strade tutt’altro che buone, viaggiando verso i lidi del malaffare e delle vere e proprie truffe. Non solo, in moltissimi casi le Regioni non sono state nemmeno in grado di spendere i fondi messi a disposizione dalla Comunità europea.

E francamente, fra malaffare e incapacità, non sappiamo davvero quale sia la cosa peggiore. Tutto è ulteriormente precipitato con la crisi economica di una decina di anni fa, crisi che dura tutt’ora, anche se sembra che progressivamente vada facendo sentire meno i propri effetti. Ma il problema ora è: c’è la possibilità di creare e ricreare un’imprenditoria sana, fatta di idee e buona volontà, di progetti validi, di buone intenzioni seguite dai fatti?

Certo che c’è, perché, come noto, le idee dalle nostre parti non mancano mai; ci fermiamo solo quando dobbiamo realizzarle. E allora cerchiamo di dare una spinta alla fase della realizzazione della creazione della start up vera e propria; il momento nel quale all’idea e al progetto deve seguire la giusta dotazione di risorse che consentono di dare sostanza alle idee stesse.

Fondi per giovani imprenditori opportunita e bandi

Così, negli ultimi tempi c’è la seria possibilità per i giovani, e non solo, di accedere a interessanti finanziamenti messi a disposizione dalla Comunità Europea, molti dei quali passano proprio attraverso le Regioni, che sono il vero e proprio Bancomat dello Stato. Ma è evidente che i finanziamenti e le agevolazioni non possono più essere dati a pioggia, come una volta.

Anche perché i controlli dello Stato e della stessa Comunità Europea sono più stringenti. Allora bisogna passare per bandi e per procedure concorsuali, attivati nella maggior parte dei casi dagli enti regionali stessi. Per i giovani, partecipare a questi bandi non è difficile. Parliamo di bandi per la microimprenditoria che contengono agevolazioni soprattutto per i giovani.

Si tratta di finanziamenti a fondo perduto e/o prestiti particolarmente agevolati che passano attraverso le banche convenzionate con le Regioni stesse. Di questi bandi ne troviamo tantissimi in rete, e soprattutto, naturalmente, sui siti istituzionali delle Regioni. Quando i bandi vengono pubblicati, se ne può avere immediata conoscenza o consultando questi siti istituzionali, o iscrivendosi ad apposite news letter che avvisano dell’esistenza degli stessi.

Potremo così accedere alle condizioni di partecipazione e di ammissibilità, nonché alle modalità di valutazione dei progetti che vengono presentati. Quindi, il consiglio che si rivolge a chi si chiede se ci sono fondi per giovani imprenditori, è di armarsi di buona volontà e anzitutto andare a controllare presso il sito istituzionale della propria Regione di appartenenza, o quella presso la quale si intende avviare l’attività imprenditoriale.

Dalla Valle D’Aosta, all’Umbria, al Lazio, alla Sicilia, insomma in tutte le Regioni troveremo le notizie utili che ci servono per partecipare a questi bandi. Si fa praticamente tutto online: vengono indicate le date di partecipazione, le scadenze, le modalità di partecipazione, i fondi messi a disposizione e le forme societarie tramite le quali è ammessa la partecipazione medesima; ma in alcuni casi sono ammesse anche le persone singole, ovviamente anche i giovani, dotati di partita Iva.

Case per anziani, le strutture residenziali per alloggio e assistenza

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Case per anziani, una panoramica sulle strutture residenziali per alloggio e assistenza.

All’inizio del secolo scorso si campava in media una cinquantina di anni, e a sessanta anni si era già anziani compiuti, con tanto di certificato. Col passare del tempo, lo sviluppo in generale della scienza e delle scienze mediche più in particolare, hanno prodotto un notevole incremento dell’età media delle persone.

La qualità della vita, l’alimentazione, le cure, hanno permesso a una buona parte della popolazione del pianeta di vivere più a lungo.

Fermo restando, ovviamente, le enormi differenze con i Paesi sottosviluppati e comunque con quelle zone della Terra dove condizioni di povertà e di arretratezza non consentono di stare al passo, ad esempio, con le moderne democrazie occidentali.

In Italia e in Giappone pare che si campi più a lungo, in base alle ricerche demografiche condotte in maniera molto accurata. E questo, problemi politici ed economici a parte, può pure andar bene; fatto sta che in Italia stiamo diventando progressivamente una popolazione di anziani. Il tasso di natalità è molto basso da una parte, e dall’altra la gente vive più a lungo. Le eccezioni sono date dagli immigrati, che figliano molto di più degli Italiani.

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Quindi molti anziani e problematiche connesse saranno un puntum dolens del nostro Paese nei prossimi decenni. Spese mediche, assistenza, individuazione o creazione di strutture alloggiative, saranno realmente un problema che prima si affronta e meglio è. Posto che l’anziano, che verosimilmente è andato in Pensione, non lavora e non produce, i conti dello Stato da un punto di vista della previdenza e assistenza rischiano di andare verso un rosso profondo.

Per quel che riguarda poi la condizione umana dell’anziano, il contesto sociale che si trovano a vivere gli anziani stessi è radicalmente diverso da quello anche e solamente del secolo scorso. Le famiglie tendevano a fa restare gli anziani, magari quelli rimasti soli, in casa, nelle proprie abitazioni, e comunque in situazioni di vicinanza o di prossimità. Ora le cose paiono in molti casi diverse. Sempre più anziani vivono una loro condizione di solitudine, a volte di isolamento sia dai contesti sociali che più semplicemente da quelli familiari o parentali.

A questo punto due sono le cose. O Tendiamo a riprendere i nostri anziani presso le nostre abitazioni, oppure dobbiamo cercare di farli stare il meglio possibile in apposite strutture alloggiative, sempre che non abbiano, naturalmente, già una loro casa, magari di proprietà o in affitto. Esistono comunque le case per anziani, strutture residenziali molto diffuse. Le soluzioni abitative sono in realtà molteplici, vanno dalla casa di riposo, alla residenza sanitaria assistenziale; dalla casa protetta alla casa albergo, dalla residenza sociale assistita alla casa vacanza. Insomma, la scelta non manca. Vediamo qualcuna di queste soluzioni più nello specifico.

  • Le Case Albergo sono per autosufficienti, come assistenza sanitaria hanno solo ambulatorio, gli appartamenti sono autonomi e la gestione è privata.
  • Le Case di Riposo sono per almeno parzialmente autosufficienti, hanno l’assistenza sanitaria, stanza stile appartamento o suite, la gestione è privata.
  • Le Case Famiglia sono per anziani soli, hanno solo ambulatorio, sono in un contesto di ambiente familiare, sono private o convenzionate.
  • Le Case Protette sono per non autosufficienti, c’è l’assistenza sanitaria, la sistemazione è alberghiera, sono private o convenzionate.
  • Le Comunità Alloggio sono per almeno parzialmente autosufficienti, c’è l’assistenza sanitaria, la sistemazione è alberghiera in piccole comunità, sono pubbliche o private.
  • Le Residenze Sanitarie Assistenziali sono per non autosufficienti, hanno l’assistenza sanitaria, la sistemazione alloggiativa è variabile, sono pubbliche, private o convenzionate.
  • Le Residenze Sociali Assistite sono per autosufficienti over 65, hanno l’assistenza sanitaria, la sistemazione è alberghiera, sono strutture private convenzionate.

Per tutte le informazioni del caso come ad esempio richiedere anche un finanziamento per aprire una casa famiglia, è bene rivolgersi ai servizi sociali del proprio Comune di competenza.