Europa 2020: ecco come l’Unione Europea finanzia il turismo

In una terra ricca di risorse naturali come la nostra, con una miriade di attrazioni e un patrimonio storico e artistico che ci invidiano in ogni dove, uno dei settori più redditizi e con più possibilità di riuscita di un’attività è certamente quello turistico.

Strutture di accoglienza, ristoranti, società per offrire servizi di ogni sorta: sono tante le attività che si possono intraprendere nel settore turistico, e con una buona idea e una buona dose di intraprendenza si è quasi certi di mettere su un’attività potenzialmente anche molto redditizia.

In questo determinato periodo storico però non sono certo le idee o l’intraprendenza a scarseggiare, quanto i fondi: mettere su una struttura turistica richiede sovente un’ingente investimento iniziale, che soprattutto i più giovani non hanno a disposizione.

Eppure sono tante le opportunità che gli enti locali, nazionali e persino europei offrono, mettendo a disposizione aiuti concreti, fondi da elargire per incentivare progetti innovativi, per rendere ancora più accogliente e piacevole la nostra nazione a quanti decidono di godere della straordinaria bellezza delle nostre terre.

Gli operatori turistici, i consorzi e gli enti privati e pubblici del nostro Paese hanno ad esempio la grandissima opportunità di accedere ai fondi stanziati dall’Unione Europea, che considera appunto il turismo una delle attività economiche maggiormente capaci di creare crescita ed occupazione nell’Ue.

Europa 2020 Finanziamenti turismo

La recente strategia elaborata dall’Unione europea per creare le condizioni di nuovo modello di sviluppo economico, più attento alla sostenibilità e solidarietà, si chiama Europa 2020. Per raggiungere gli obiettivi strategici di Europa 2020, l’UE mette a disposizione degli Stati Membri due tipologie di strumenti finanziari, quelli a gestione indiretta, detti anche Fondi strutturali, e quelli a gestione diretta, che comprendono i finanziamenti diretti UE (detti anche programmi tematici o programmi comunitari) e gli strumenti finanziari per l’assistenza esterna.

Ai finanziamenti indiretti appartengono  Fondi strutturali e di investimento europei e il Fondo di coesione. L’obiettivo principale di questi interventi è ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra le varie regioni europee. La politica regionale dell’Unione europea è finanziata attraverso tre Fondi principali:

  • il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);
  • il Fondo sociale europeo (FSE);
  • il Fondo di coesione (FS) (l’Italia non rientra tra i beneficiari di questo fondo).

Per i Fondi strutturali e d’investimento europeo (SIE), ogni Stato membro redige un piano strategico indicante obiettivi e priorità d’investimento per il periodo 2014-2020. Attraverso i Programmi operativi, gli Stati definiscono le azioni concrete in coerenza con l’Accordo di partenariato.

Tra le azioni finanziabili possono essere previste, ad esempio: formazione dei lavoratori ed assistenza alle imprese per ristrutturazione; formazione soggetti in difficoltà e soggetti appartenenti a gruppi svantaggiati; sostegno all’apprendimento reciproco, creazione di reti, diffusione e promozione di buone prassi e metodologie nell’ambito dell’innovazione sociale.

Il tipo ed il livello di finanziamento variano a seconda dei Programmi e in base alle esigenze e alle scelte di ciascuno Stato membro. La dotazione del FESR può essere erogata sotto forma di sovvenzioni a singoli beneficiari e a consorzi, tramite la concessione di prestiti, capitale di rischio e garanzie sul credito attraverso Strumenti finanziari, oppure tramite gare d’appalto pubblico. Per le sovvenzioni il tasso massimo di cofinanziamento ammesso è del 50% per le regioni più sviluppate, del 60% per le regioni in transizione (in alcuni casi dell’80%) e dell’85% per le regioni meno sviluppate.

I finanziamenti a gestione diretta sono invece quella serie di finanziamenti erogati direttamente dalla Commissione Europea, dalle sue Dg o Agenzie.

A questi finanziamenti possono accedere tutte le entità legali (enti, aziende, ong ecc) stabilite nella Ue ( o anche fuori) a seconda di quanto richiesto dal bando lanciato dal programma, purché’ presentino un progetto che risponda a certe caratteristiche e requisiti, sia valutato come finanziabile e preveda la realizzazione di attività in partenariato con altre organizzazioni europee o extraeuropee.

Questi finanziamenti sono spesso considerati molto interessanti, poiché offrono una copertura dei costi ammissibili decisamente superiore ai fondi indiretti, ma allo stesso tempo sono presentano maggiori vincoli e quindi sono difficilmente accessibili: solo pochi progetti alla fine riescono ad essere finanziati.

La sovvenzione che viene riconosciuta in questi casi ai partner del progetto è un contributo a fondo perduto che generalmente varia da un minimo del 35% ad un massimo dell’100% (in pochi casi) dei costi totali.

Mentre con i fondi indiretti, o strutturali, si possono finanziare infrastrutture, i programmi tematici si concentrano su idee innovative, scambi di esperienze, best practice, studi e organizzazione di seminari e convegni. Una delle caratteristiche principali di questo tipo di fondi è la dimensione transnazionale, in base alla quale i progetti devono essere realizzati in partenariato con almeno altri due organismi appartenenti due Stati Membri diversi.

Dei fondi diretti fanno parte COSME, il programma per le PMI, che contiene misure specifiche per il turismo, LIFE, lo strumento finanziario per l’ambiente, HORIZON 2020, destinato alla ricerca, EUROPA CREATIVA, il programma per la cultura e la creatività, ERASMUS+, in particolare le azioni dedicate alla formazione ed EASI, per l’occupazione e l’innovazione sociale, assieme ai Fondi Strutturali e di Investimento.

In generale, obiettivo di questi programmi è contribuire a costruire una società e un’economia basate sulla conoscenza e sull’innovazione mediante la mobilitazione di finanziamenti supplementari per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.

Come abbiamo potuto vedere quindi, dato che il turismo contribuisce in modo sostanziale alla crescita e alla creazione di posti di lavoro in Europa, l’Unione Europea è molto interessata a finanziare progetti in ambito turistico, a patto però che questi ruotino attorno a due concetti chiave che si influenzano l’un l’altro: l’esigenza di un approccio sostenibile al turismo e la necessità di sviluppare la competitività nel mercato del turismo europeo.

Con una buona idea e un piano di marketing strategico e di promozione che assicuri un investimento di lungo periodo, evidenziando come il progetto potrà essere sviluppato e mantenuto, sia tecnicamente che finanziariamente anche oltre il periodo di tempo finanziato, si potranno avere quindi ottime chance di avviare la propria attività grazie all’aiuto della Commissione europea.

Europa 2020: ecco come l’Unione Europea finanzia il turismo ultima modifica: 2016-07-23T09:08:17+00:00 da Redazione Finanziamenti

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