Finanziamenti a fondo perduto per l’avvio di startup

Negli ultimi anni anche in Italia se ne parla molto: sulla scia delle esperienze americane della Silicon Valley e di New York è cresciuto infatti a dismisura il numero di giovani che decidono di non aspettare di trovare un lavoro ma di crearselo da soli, fondando quelle che vengono definite “start up”.

La Start up è un organizzazione “umana” con un scopo o un particolare intento innovativo. Lo scopo di questa organizzazione, nella prima fase, è quello trovare un mercato che sia su misura tra prodotto e cliente. Questa ricerca di un “mercato su misura” deve essere fatta attraverso l’iterazione e l’apprendimento del comportamento dei clienti nel mondo reale rispetto all’innovazione che si vuole ottenere. La forma di mercato deve essere trovata prima che la Startup esaurisca il denaro contante proveniente dagli investitori”.

Abbiamo scelto una definizione tecnica molto dettagliata, che però riesce a rendere bene l’idea centrale di questa tipologia di impresa che presenta un alto rischio, ma anche una maggiore prospettiva di guadagno: il reperimento dei fondi destinati a mettere su l’azienda stessa.

Spesso tali realtà prendono vita attraverso il finanziamento diretto dei loro fondatori, ma altrettanto spesso idee innovative e progetti concreti non prendono vita proprio perché, soprattutto i più giovani, hanno idee brillanti, ma pochi fondi da investire.

Ed è qui che entrano in gioco i Finanziamenti a fondo perduto, cioè quei particolari contributi che enti pubblici o società finanziarie pubbliche dispongono a favore delle attività di impresa, ed in questo caso proprio per le startup.

Il fine di questi finanziamenti è quello di dare la possibilità all’impresa di riequilibrare la propria situazione finanziaria oppure effettuare degli investimenti, come l’acquisto di macchinari oppure la ristrutturazione di locali di lavoro,  che sono necessari per iniziare, o ampliare l’attività della startup o ancora di acquisire delle certificazioni utili all’attività di impresa o di frequentare corsi di aggiornamento.

Naturalmente, come per tutte le tipologie di finanziamento a fondo perduto, il vantaggio è quello di non dover restituire il capitale ottenuto e questo non genererà degli interessi passivi da pagare all’ente concedente.

Gli enti erogatori di questo tipo di finanziamento sono enti pubblici, e in particolare:

  • La Comunità Europea, in modo diretto o indiretto, cioè attraverso gli enti finanziari dei singoli stati membri;
  • La Camere di Commercio delle diverse province: nel sito esiste un’apposita sezione per i finanziamenti a fondo perduto per le impres);
  • Lo Stato, che emette i finanziamenti a fondo perduto attraverso l’Agenzia Sviluppo Italia;
  • Le Regioni;
  • I Comuni.

I contributi a fondo perduto vengono erogati, nello specifico, a fronte di investimenti immateriali (marchi, brevetti, sito internet, assistenza tecnico-gestionale, consulenze e formazione ecc.), materiali (adeguamento e attivazione locali, 13 impianti, macchinari, attrezzature ecc.), e a fronte di spese di gestione (acquisto materie prime, semilavorati e prodotti finiti, spese burocratiche, canoni di locazione di immobili, spese pubblicitarie, ecc.). Talvolta sono previsti anche contributi forfettari “in conto esercizio” di un ammontare prefissato e destinati alla persona del titolare o ad ogni socio della neoimpresa.

I beneficiari dei bandi predisposti proprio per destinate questa tipologia di Finanziamenti sono:

  • le start-up innovative di piccola dimensione;
  • le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, anche se residenti all’estero o di nazionalità straniera, purché l’impresa sia formalmente costituita entro e non oltre il termine di 60 giorni dalla data della comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

I principali requisiti di queste start up devono essere:

  • società di capitali costituite da non più di 48 mesi;
  • valore della produzione < 5 milioni di euro;
  • costi riconducibili a R&S.

In Italia, esiste poi il decreto legislativo 185/2000, Titolo II, che sostiene e promuove proprio questo tipo di iniziative, purché la finalità sia indirizzata a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di disoccupati, aumentare le competenze professionali dei richiedenti e divulgare la cultura dell’impresa e della rinascita economica attraverso l’avvio di nuove attività imprenditoriali.

I destinatari dei finanziamenti a fondo perduto possono essere:

  • Persone fisiche maggiorenni che risultano inoccupate o disoccupate alla data di presentazione della domanda, residente nel territorio nazionale da almeno sei mesi dalla presentazione della domanda.
  • Società di persone o di capitali che abbiano, alla data di presentazione della domanda, un livello di disoccupazione tra i soci del 50%.

Per  chi vive nel  Sud Italia poi c’è un’opportunità in più: il bando Smart Start, che ha un fondo di 203 milioni di euro, creato per incentivare le nuove imprese del Mezzogiorno e dei Comuni del cratere sismico Aquilano che puntano sull’innovazione. Possono partecipare singoli o raggruppamenti e di solito si riesce a ricevere circa il 50 per cento di quanto necessario per partire con la propria attività, a fondo perduto.

Finanziamenti a fondo perduto per l’avvio di startup ultima modifica: 2015-11-17T12:49:00+00:00 da Redazione Finanziamenti

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