Finanziamenti per l’eliminazione delle barriere architettoniche nei condomini

Anche grazie all’azione di sensibilizzazione svolta dai media, negli ultimi anni si andato progressivamente imponendo all’attenzione dell’opinione pubblica il problema del superamento delle barriere architettoniche: nei luoghi pubblici certo, per le strade e gli esercizi commerciali, ma in primis negli edifici condominiali, dove le persone con handicap motori hanno il diritto di accedere senza difficoltà.

La materia è disciplinata dalla legge 9/1/1989, n. 13, intitolata “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”: la normativa  è applicabile non solo  ai soggetti che presentino difficoltà di deambulazione, ma anche a coloro (per es. anziani)  che, pur non essendo affetti da menomazioni motorie, si trovino comunque in minorate condizioni fisiche.

Successive modifiche furono apportate con la legge 11 dicembre 2012, n. 220, “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici” pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17/12/2012 che nello specifico stabilisce un nuovo quorum deliberativo per le decisioni dell’assemblea in seconda convocazione portandolo da 333,33 a 500 millesimi.

Naturalmente lavori del genere, anche se importanti da svolgere, sono spesso onerosi, soprattutto per condomini piccoli o con famiglie poco abbienti. Ecco perché lo Stato periodicamente mette a disposizione dei contributi a fondo perduto “per interventi finalizzati all’eliminazione di barriere architettoniche in immobili privati già esistenti, dove risiedano, o abbiano effettiva, stabile ed abituale dimora, persone con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, o in immobili adibiti a centri o istituti residenziali per l’assistenza alle persone disabili”.

Se non è possibile, materialmente o giuridicamente, realizzare opere di modifica dell’immobile, i contributi possono essere concessi anche per l’acquisto di beni mobili che, per le loro caratteristiche, risultino strettamente idonei al raggiungimento degli stessi fini che si sarebbero ottenuti con l’opera non realizzabile: per esempio l’acquisto e l’installazione di un meccanismo servoscale, o l’acquisto di un montascale.

La richiesta  per accedere a un prestito a fondo perduto erogato dalla propria regione di residenza deve essere presentata o dal portatore di handicap o  da chi ne esercita la potestà, la tutela o l’amministrazione di sostegno per l’immobile nel quale il portatore di handicap ha la residenza o il domicilio stabile ed abituale.

Cosa fondamentale è che la domanda deve riguardare opere non ancora realizzate e le richieste non possono riguardare interventi finanziati da altre leggi nazionali o regionali.

L’entità del contributo viene determinata sulla base delle spese effettivamente sostenute e comprovate. Se le spese sono inferiori al preventivo presentato, il contributo sarà calcolato sul loro effettivo importo. Se le spese sono superiori, il contributo sarà calcolato sul preventivo presentato.
Il contributo si determina sulla base di tre scaglioni di spesa:

  • Spesa fino a  2.582,28 euro: il contributo è concesso in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta.
  • Spesa da  2.582,28 a  12.911,42 euro: il contributo è aumentato del 25% della spesa effettivamente sostenuta.
  • Spesa da 12.911,42 a  51.645,69 euro: il contributo è aumentato del 5% della parte di spesa che supera lo scaglione precedente di  12.911,42 euro.

Il tetto massimo di spesa sul quale si calcola il contributo è 51.645,69 euro, corrispondente ad un rimborso di  7.101,28 euro.

Generalmente i Comuni raccolgono le domande ricevute e stilano la graduatoria che ricomprende anche le domande degli anni precedenti che non hanno potuto essere finanziate per mancanza di fondi.
Ottenuti i fondi dalla Regione erogano i contributi fino ad esaurimento dei fondi disponibili e tenendo conto della graduatoria, richiedendo agli interessati la documentazione fiscale degli interventi realizzati.

Finanziamenti per l’eliminazione delle barriere architettoniche nei condomini ultima modifica: 2015-07-15T15:04:01+00:00 da Redazione Finanziamenti

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