Incentivi-per-la-creazione-e-lo-sviluppo-di-aziende-agricole

Attraverso i dati del  6° Censimento dell’agricoltura, l’ultimo completo ed esaustivo condotto nel nostro paese, partito il 24 ottobre 2010 e condotto da una rete censuaria costituita, oltre che dall’Istat, da più di 20 mila operatori presso gli Enti territoriali, possiamo avere un’idea chiara di quanto il settore agricolo, ed in generale il settore primario, sia importante per l’economia italica.

Dai dati censiti emerge come circa il 99% delle aziende agricole fa ricorso a manodopera familiare ed il 30,7% dei capi azienda è di sesso femminile, come sono 233 mila i lavoratori stranieri impiegati nelle aziende agricole italiane, di cui il 57,7% proviene da Paesi dell’Unione Europea, mentre il 42,3% da Paesi extra Ue e come l’informatizzazione nelle aziende agricole è ancora bassa: meno del 4% utilizza Internet per la gestione delle coltivazioni o degli allevamenti o per i servizi amministrativi.

Nei lunghi anni della crisi economica si è potuto vedere anche come, nonostante tutti i problemi che condizionano il comparto, dai costi produttivi record ai danni del maltempo sulle campagne, l’agricoltura riesce a svolgere ancora una funzione “anticiclica” e a garantire, in assoluta controtendenza rispetto all’andamento generale, produttività e occupazione.

Per chi decide di investire nel settore primario vi sono tutta una serie di incentivi che consentono di avviare, ampliare, modificare l’impresa agricola, una serie di opportunità che possono essere colte sia a livello locale che nazionale ed europeo.

A livello normativo, è di particolare importanza la legge 135 del 1997, che all’articolo 3 paragrafo 9 fa riferimento a finanziamenti in agricoltura. La norma  è finalizzata ad incentivare iniziative imprenditoriali in campo agricolo, da parte di giovani, in aree definite dall’Unione Europea “in ritardo di sviluppo” o a “declino industriale” o “rurali svantaggiate”. La legge prevede finanziamenti in agricoltura, in particolare per i giovani imprenditori, compresi quelli che desiderano subentrare ad un parente nella conduzione di un’azienda agricola.

Il capitale erogato per supportare l’acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e sistemi di formazione per l’azienda è costituito da un 50% non rimborsabile, a fondo perduto, e il restante 50% rimborsabile con rate con tasso di interesse agevolato, permettendo di restituire esclusivamente la metà del capitale di cui si è beneficiato.

Il capitale massimo erogabile con gli incentivi e contributi a fondo perduto per il settore agricolo è pari a circa 1.032.000,00 euro. Il capitale massimo erogabile con la stessa tipologia di finanziamento per l’insediamento di giovani imprenditori agricoli ammonta a un premio unico dell’importo complessivo di 25.000 euro, non comprendendo come spese ammissibili le spese di gestione dell’attività.

Molto importanti per coloro che intendono investire nell’acquisto o ampliamento dei terreni sono sicuramente i finanziamenti Ismea: l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare si sostituisce completamente al soggetto richiedente per il pagamento.

Con questa tipologia di finanziamento è la stessa Ismea ad acquistare il terreno, ma il soggetto richiedente ne diviene proprietario, restituendo il capitale all’Ismea in 30 rate annuali. L’Ismea concede questa tipologia di agevolazione per l’acquisto o per l’ampliamento di aziende agricole a tutti i giovani imprenditori fino ai 40 – al momento della presentazione della domanda di finanziamento.

Con la sottoscrizione di un finanziamento Ismea, il periodo di decadenza dai benefici è di 5 anni. La vendita del terreno e il rispettivo riscatto anticipato non possono essere richiesti se non dopo 5 anni, applicando l’obbligo di conduzione diretta del fondo per tutto questo periodo, ferma restando la destinazione agricola del fondo. Nel momento in cui si diventa assegnatari con il finanziamento Ismea, inoltre, il terreno presenta un vincolo di indivisibilità per 15 anni così come stabilito dall’articolo 11 del Decreto Lgs. N. 228/2001.

Anche l’Europa, nelle ultime settimane, ha ribadito ancora una volta il suo sostegno al settore, approvando il 26 maggio scorso 24 nuovi programmi di Sviluppo rurale dalle molteplici finalità. Lo Sviluppo rurale fa parte della Politica agricola comune (PAC), che assorbe circa il 30% dell’intero bilancio dell’Unione Europea: solo nel periodo 2014-2020 sono previsti un totale di 118 programmi nei 28 Paesi membri.

L’unione Europea, attraverso questi incentivi economici, da un lato vuole rispondere al problema della disoccupazione, creando fino a 40 mila nuovi posti di lavoro, e dall’altro vuole puntare a un nuovo modello di economia circolare, un modello di sviluppo dell’Unione, basato sul riciclo, il riutilizzo, il rispetto per l’ambiente e l’innovazione.

L’investimento sarà consistente, circa 27 miliardi di cofinanziamenti, che saranno stanziati dall’Unione Europea ma anche da fonti nazionali, regionali ed anche da privati. L’Italia riceverà circa un miliardo e mezzo di euro e i cinque progetti approvati riguarderanno, per il momento, il Veneto, la Toscana, l’Emilia Romagna, Bolzano e il Network rurale nazionale.

Incentivi-per-la-creazione-e-lo-sviluppo-di-aziende-agricole ultima modifica: 2015-07-15T14:34:19+00:00 da Redazione Finanziamenti

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