Finanziamenti a fondo perduto per apertura bar

Nella difficile congiuntura economica in cui si trova il nostro paese, con la disoccupazione ben al di sopra della media europea e con quella giovanile in particolare che sfiora il 50%, non è facile soltanto cercare un’occupazione, ma anche pensare di investire nel proprio futuro puntando sull’apertura o sulla gestione di un’attività.

Certamente il settore in cui la crisi si è fatta sentire di più è quello terziario, ma è anche quello che al momento presenta una percentuale di ripresa migliore, e con po’ di coraggio, intraprendenza e qualche buona idea per differenziarsi dalla concorrenza, si può ben sperare di mettere su un’attività redditizia.

E se il vostro problema è la mancanza di fondi iniziali, niente paura: come per tanti altri settori, anche per aprire un’attività commerciale esistono dei finanziamenti a fondo perduto messi a disposizione dalle singole regioni ma anche dall’Unione Europea, per aiutare chi decide di mettersi in proprio, tentando l’attività imprenditoriale per esempio decidendo di aprire un bar.

Finanziamenti a fondo perduto per apertura bar

Premettendo che un bar è un esercizio pubblico, cioè “un’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande da consumarsi sul posto, nei locali dell’esercizio o in area aperta al pubblico” e che con la legge Bersani c’è stata una liberalizzazione a livello statale per quanto riguarda l’apertura di nuovi esercizi come i bar, va comunque sempre tenuto conto che bisogna sottostare ai regolamenti comunali che variano da comune a comune, informandosi presso le sedi preposte quindi nel comune dove si decide di aprire la propria attività.

Senza dilungarci troppo su tutti i requisiti che bisogna avere per gestire un bar, dal diploma di scuola secondaria superiore o di laurea all’aver esercitato 2 anni negli ultimi 5 in qualità di titolare, socio, dipendente qualificato o collaboratore in analoga attività, dall’avere frequentato un corso professionale per la somministrazione di alimenti e bevande, istituito o riconosciuto dalla Regione all’essere stato iscritto al REC (Registro Esercenti il Commercio di cui alla Legge 11 giugno 1971, n. 426), fino ad arrivare al possesso degli attestati SAB e HCCP, quello che ci preme sottolineare qui è la possibilità di accedere concretamente a dei finanziamenti.

Se non si hanno i requisiti adatti per ottenere un prestito da un istituto bancario, esistono comunque possibilità per valutare prestiti e finanziamenti per aprire un bar e la scelta migliore è quella di un finanziamento a fondo perduto a tasso agevolato.

Stiamo parlando di uno strumento promosso per cercare di risolvere il problema della disoccupazione ed è interamente dedicato alle micro imprese create appunto da disoccupati.

In genere, oltra allo stato di disoccupato, gli elementi principali per accedere a questa tipologia di prestiti e finanziamenti sono il non avere condanne penali o problemi di carattere finanziario e soprattutto la presentazione di un business plan basato sulla location che dimostri che l’attività può produrre un reddito per pagare stipendio ai proprietari e garantendo la restituzione del finanziamento.

I tecnici chiamati a valutare i progetti sono persone che cercano di usare i fondi a disposizione per i progetti che avranno più prospettive di successo, quindi non solo è importante curare a fondo la stesura del Business plan ma anche proporre magari l’apertura di un’attività più articolata e con più servizi, che avrà certamente più chance di successo.

Il Ministero dello Sviluppo attraverso Invitalia mette a disposizione contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati da un minimo di 25.000 euro ad un massimo di 129.000 euro. Un tempo accedere a questa tipologia di finanziamenti poteva richiedere anche molto tempo, mentre adesso gli enti si sono autoregolamentati in questo senso e, per questo tipo di finanziamento a microimprese con fondo perduto, si garantiscono risposte in 6 mesi più 1 giorno.

Le agevolazioni coprono:

  • per il 70-80% le spese per investimenti
  • per il 20-30% le spese di gestione.

 

L’erogazione delle agevolazione avviene in due momenti: un anticipo e un saldo. Per quanto riguarda gli investimenti, al momento della stipula del contratto di finanziamento, si può chiedere un anticipo pari al 20% del totale delle agevolazioni per gli investimenti. Il saldo viene  erogato in un’unica soluzione, una volta completato l’investimento. Il piano degli  investimenti deve essere realizzato entro 6 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento; entro lo stesso termine dovrà essere presentata la richiesta del saldo per le relative spese, pena la revoca del finanziamento concesso.

Per le spese di gestione invece si può chiedere un anticipo pari al 30% delle spese previste; il saldo è erogato, a seguito della presentazione delle fatture quietanzate.

Nella fase di realizzazione e di avvio dell’iniziativa sono previsti servizi totalmente gratuiti di assistenza tecnica e gestionale, erogati direttamente da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa SpA, per un periodo massimo di un anno. I servizi hanno l’obiettivo di accompagnare il beneficiario durante l’iter di erogazione delle agevolazioni e di rafforzarne le competenze gestionali in fase di start up della iniziativa.

Un’altra possibilità per finanziare l’apertura di una nuova attività commerciale è rappresentata dal prestito d’onore. Il prestito d’onore altro non è che una tipologia di finanziamento che viene erogato a tasso agevolato che permette di ottenere fino a 25.823 euro, nel caso di persona fisica o fino a 129.114 euro nel caso di società di persone.

Il prestito è rivolto a tutte le persone disoccupate che abbiano compiuto la maggiore età e che siano residenti in Italia da almeno 6 mesi. Con questo prodotto è possibile finanziare l’avvio di imprese individuali e società di persone.