Fondi europei: finanziamenti per il turismo

Per fortuna, anche nei momenti di maggiore crisi economica, quelli in cui tutti i settori hanno faticato non solo a crescere ma anche a restare in piedi, il nostro paese, grazie alle sue straordinarie bellezze storiche artistiche e paesaggistiche, ha potuto contare su un’importante risorsa: quella del turismo.

Per fare un esempio, sono stati spesi 36.715 milioni di euro dai viaggiatori internazionali tra gennaio e dicembre 2016, con un aumento del 3,2% rispetto al 2015.

Nel 2016 ,quindi, il saldo netto della bilancia dei pagamenti turistica in Italia è stato pari a 13.812 milioni di euro, con un +2,1% rispetto al 2015.

A guidare la crescita è il turismo culturale, anche se è il turismo balneare a far segnare la maggior crescita. Molto positiva anche la componente lacuale, mentre resta più affaticata quella montana, in negativo da qualche anno.

finanziamenti per il turismo

Al vertice della piramide ci sono quattro regioni: Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana. Da sole accolgono il 60% della spesa turistica proveniente dall’estero. Nonostante le sue infinite ricchezze culturali e bellezze naturalistiche il Mezzogiorno agguanta invece solo una piccola fetta della torta, equivalente a un 13% di media.

Intorno al mondo del turismo gravitano una miriade di imprese ed aziende: dal più classico degli hotel dove offrire soggiorno ai viaggiatori al servizio navetta per l’aeroporto, dal servizio informazioni all’impresa capace di offrire assistenza 24 ore su 24, passando per bar, ristoranti, centri benessere, e chi ne ha più ne metta, per assicurare a chi viene nel nostro paese un soggiorno quanto più appagante possibile, e allo stesso tempo per rimpinguare le magre tasche statali e i conti di chi decide, con saggezza ma anche con oculatezza, di investire in questo settore.

Un’attività turistica si riferisce a qualsiasi impresa che risponda alle esigenze dei turisti, per cui la prima cosa da fare, se si pensa di voler iniziare ad operare in questo settore, è avere ben chiare le opzioni tra le quali scegliere:

  • Servizi di trasporto: questo settore comporta il trasporto dei turisti verso, da e all’interno della destinazione turistica.
  • Agenzie di viaggio: le agenzie di viaggio offrono pacchetti inclusivi di trasporto, alloggio e attrazioni.
  • Alloggi: questi includono hotel, motel, bed and breakfast, ostelli, case in affitto e qualsiasi altro luogo in cui i turisti possono alloggiare mentre sono in viaggio.
  • Viaggi guidati e guide turistiche: un servizio di viaggi guidati o di guide turistiche professionali è un’attività turistica specializzata nell’organizzare viaggi informativi e piacevoli tra le attrazioni locali di un luogo.
  • Ospitalità: include qualsiasi struttura che offre cibo o bevande ai turisti.

Bisogna poi ponderare bene il luogo in cui investire, facendo un’accurata ricerca sul tipo di turismo che la propria città o regione attira, senza trascurare di considerare la diretta concorrenza.

Una volta scelto il luogo, come per tutte le tipologie di imprese, certamente non può mancare un business plan ben strutturato, che consideri tutte le spese e i costi da sostenere, per capire se il gioco valga quantomeno la candela.

A questo punto manca quello che probabilmente è il fattore più importante: come reperire i fondi, quando non si ha a disposizione la liquidità necessaria per avviare la propria impresa turistica?

Certamente si può iniziare a presentare il proprio piano d’impresa a potenziali investitori e/o soci per ottenere il capitale necessario per l’avvio e l’operatività iniziale dell’impresa, ma si può far riferimento anche ad altre tipologie di finanziamenti, che vengono messi a disposizione dagli enti locali, dallo Stato, e persino dalla Comunità Europea.

Il turismo, unitamente alla cultura, è infatti considerato dalla Commissione Europea come una delle attività economiche maggiormente capaci di creare crescita ed occupazione nell’Ue e lo si evince anche dalla nuova programmazione europea o, meglio, dai fondi stanziati.

I finanziamenti messi a disposizione sono essenzialmente di due tipi:

  • fondi a gestione diretta, gli operatori partecipano presentando un progetto dal respiro europeo. Di conseguenza presentano maggiori vincoli poiché devono garantire appunto una valenza internazionale. Questi finanziamenti europei sono molto ambiti, poiché offrono una copertura dei costi abbastanza corposa;
  • fondi indiretti, offrono una copertura delle spese minore ma sono più facilmente ottenibili.

Ai bandi a partecipazione diretta possono partecipare gli operatori presentando una propria progettazione che abbia valenza europea: tali programmi spesso sono considerati molto interessanti da parte dei soggetti territoriali a qualunque livello, in quanto offrono una copertura dei costi decisamente superiore ai fondi indiretti, a loro volta accessibili tramite la programmazione regionale. Presentano, tuttavia, maggiori vincoli, in primis la valenza e l’interesse internazionale ed europeo del progetto. Nella programmazione precedente, non a caso, solo il 10% dei programmi è stato accettato.

Va anche detto che approfittare dei fondi europei non è semplice perché questi spesso non vengono pubblicizzati come dovrebbero e molti si perdono nei vari iter burocratici.

In generale però, tra diretti ed indiretti, sono diverse le associazioni e i consorzi turistici che ne hanno beneficiato, realizzando progetti attinenti sia alle infrastrutture sia alla creazione di nuovi servizi, rivalorizzando aree poco sviluppate a livello turistico.

I fondi sono pensati con un approccio bottom up, cioè dal basso verso l’alto su base geografica. Gli operatori possono così presentare dei progetti specifici che valorizzino le caratteristiche, le peculiarità e le risorse turistiche del nostro paese.

Le Regioni, sulla base delle linee strategiche e degli obiettivi che devono raggiungere (Programmazione strategica Italia 2020), devono definire un Piano Operativo Regionale (POR) sulla base del quale vengono poi istituiti a livello regionale dei bandi, ai quali gli interessati partecipano presentando dei progetti specifici.

Attualmente, ad esempio, è attivo il bando 2017 del Programma COSME, che sostiene la promozione e lo sviluppo di prodotti turistici tematici transnazionali legati alle industrie culturali e creative, ed uno dei pochi esplicitamente dedicato proprio al turismo.

Il prodotto turistico deve essere strutturato attorno ad un tema comune relativo al patrimonio culturale europeo e deve prevedere l’uso di tecnologie per promuovere e migliorare l’esperienza dei visitatori.

Per presentare domanda è necessario aggregarsi in consorzio, sono richiesti da 5 a 8 partner provenienti da 4 differenti Paesi.

E’ previsto un contributo fino a 300 mila euro per progetto nel limite del 75% dei costi ammessi. Il budget disponibile è di 1,5 milioni di euro. La scadenza per l’invio delle proposte è il 29 giugno 2017.

Dai mesi scorsi, è disponibile un nuovo vademecum della Commissione europea per l’accesso alle agevolazioni dedicate al settore turistico. Oltre ai fondi strutturali e di investimento europei (FESR, FSE, FC, FEASR e FEAMP) e ai programmi a gestione diretta (COSME, EaSI, Erasmus+, Europa creativa, Horizon 2020 e LIFE), per la prima volta la Commissione Ue analizza anche il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), strumento cardine del Piano Juncker.

Il settore turistico può essere quindi sostenuto tramite:

  • il Fondo di coesione, a cui l’Italia non ha accesso in quanto riservato ai Paesi Ue il cui reddito nazionale lordo (RNL) per abitante è inferiore al 90% della media dell’Unione,
  • il Fondo sociale europeo (FSE), nell’ambito dei bandi emanati a valere sui Programmi Operativi Regionali (POR) o Nazionali (PON);
  • il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), nell’ambito dei bandi attivati a valere sui POR e i PON e con riferimento alla Politica di cooperazione territoriale europea;
  • il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), attraverso i bandi dei Programmi di sviluppo rurale regionali e nazionali (PSR);
  • il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), in base alle azioni attivate nel Programma operativo di ciascun Paese Ue;
  • il programma LIFE, soprattutto con riferimento alle call per “Progetti tradizionali” (progetti pilota, dimostrativi, di buone pratiche e di informazione/sensibilizzazione);
  • il programma Horizon 2020, con riferimento alle sezioni “Eccellenza scientifica” sottosezione MSCA, “Leadership industriale” sottosezione LEIT, “Sfide per la società” sottosezione Società riflessive, senza dimenticare lo Strumento PMI;
  • il programma COSME, tramite la richiesta di finanziamenti o partecipando a specifici inviti a presentare proposte e bandi di gara d’appalto nell’ambito del Piano d’azione per il turismo;
  • il programma Europa Creativa, nell’ambito dei progetti di cooperazione transnazionale, delle reti europee, della sezione transettoriale e mediante il titolo “Capitali della cultura”;
  • il programma EaSI, mediante il Programma comunitario per l’occupazione e la solidarietà sociale (PROGRESS), la Rete europea di servizi per l’impiego (EURES) e lo Strumento di garanzia.

Il budget di questi finanziamenti viene speso attraverso un sistema di responsabilità condivisa tra la Commissione europea e le autorità degli Stati Membri:

– la Commissione UE negozia e approva i programmi di sviluppo proposti dai singoli Stati Membri e stanzia le risorse finanziarie;

– gli Stati Membri e le Regioni gestiscono i programmi, li attuano attraverso la selezione, il controllo e la valutazione dei progetti;

– la Commissione viene coinvolta nella fase di monitoraggio, si impegna nel pagare le spese approvate ed effettua verifiche attraverso un sistema di controllo.

L’Italia è una delle destinazioni turistiche più attraenti del mondo, ragion per cui il turismo contribuisce in modo sostanziale alla crescita e alla creazione di posti di lavoro.

Si tratta però di un settore molto competitivo, soprattutto a causa della sua sostenibilità, ed è quindi importante avere le idee ben chiare, le giuste competenze e professionalità per portare avanti l’impresa che si è scelti di avviare e qualche buona idea per differenziare magari la propria azienda dalla concorrenza.

Del resto, attualmente, nel turismo si stanno sviluppando delle nicchie dove è necessario innovare l’offerta ed vi è una crescente differenziazione della domanda con esigenze sempre più specifiche.

Di turismo in buona sostanza si può vivere: i dati confermano il settore come uno dei più forti sui cui insistere e probabilmente uno dei più favorevoli per poter avviare un’impresa in questo momento storico, in cui la difficile congiuntura economica negativa, che si protrae dal 2008, non è ancora del tutto superata.