Liberi professionisti: nuova incredibile possibilità di accedere ai fondi strutturali UE

Dopo la lunga congiuntura economica negativa che attanaglia il nostro paese dal lontano 2008 e che ha causato la perdita di migliaia di posti di lavoro, l’Italia lentamente sta cercando di rimettersi in piedi, ma la ripresa può e deve partire anche dall’iniziativa del singolo, che può decidere di investire nel proprio futuro puntando su di sé e sulle proprie competenze.

Una novità importante per tutti i liberi professionisti viene direttamente dal Senato: a seguito delle Raccomandazioni Europee, un emendamento approvato appunto al Senato, della Legge di Stabilità 2016 equipara le libere professioni alle imprese e pertanto, sulla base di questa decisione, i professionisti possono ora accedere, indipendentemente dalla forma giuridica, ai fondi strutturali europei 2014-2020.

Nella Legge di Stabilità 2016, il maxi-emendamento prevede nello specifico che i piani operativi POR e POS dei fondi strutturali FSE e FERS in programma fino al 2020, siano estesi anche ai professionisti in quanto equiparati alle PMI.

Ed accedere a tali strumenti finanziari significa soprattutto poter accedere in modo facilitato a finanziamenti per l’innovazione, lo sviluppo tecnologico, la competitività.

In merito agli obiettivi europei da conseguire entro il 2020, i liberi professionisti ricopriranno un’importanza peculiare, tanto che vi sono tre obiettivi che fanno parte della nuova strategia europea in cui la funzione di questa categoria professionale è fondamentale:

  • il 20 % del PIL sviluppato nel settore manifatturiero;
  • internazionalizzazione delle imprese;
  • aumentare l’efficienza energetica delle nostre imprese per fare in modo che esse siano più competitive.

L’obiettivo finale quindi è ancora una volta quello di facilitare l’accesso ai finanziamenti di micro, piccole e medie imprese europee, cuore del tessuto produttivo dell’Unione.

I liberi professionisti potranno accedere più facilmente ai fondi strutturali UE anche grazie allo sportello telematico del CUP: lo sportello telematico è stato infatti predisposto con lo scopo di fornire chiarimenti generali sulle opportunità rivolte ai professionisti, pronto a fronte delle novità introdotte dalla norma contenuta nella Legge di Stabilità 2016, che ha, come abbiamo appena visto, esteso gli incentivi a favore delle PMI anche ai liberi professionisti.

Grazie allo sportello telematico, i professionisti potranno anche prenotare un colloquio telefonico con un operatore grazie al quale trovare risposta ai propri quesiti su quali siano le opportunità di agevolazione finanziaria comunitarie, statali e regionali a loro dedicati.

Liberi Professionisti Fondi Strutturali UE

Oggi quindi partecipare ai bandi per ottenere fondi europei diretti o indiretti, quindi gestiti direttamente dalla UE o assegnati ai Paesi membri, non è più un miraggio. Ad esempio Horizon 2020 e Cosme dispongono rispettivamente di 80 miliardi e 2,3 miliardi di euro, un investimento cospicuo che ha un ruolo di peso nel rilancio economico della zona Euro.

Con una dotazione di circa 80 miliardi di euro allocati su tre pilastri, Horizon 2020 è il più grande Programma mai realizzato dall’Unione europea in materia di ricerca e innovazione, che ha lo scopo di rimodulare la politica europea in materia, rendendola adatta ad affrontare le sfide che emergeranno nei prossimi anni, anche in ambito sociale.

Cosme invece è un programma volto a migliorare la competitività delle impese e in particolare delle piccole e medie imprese (PMI). Il Programma si pone come obiettivi di:

  • migliorare l’accesso delle PMI ai finanziamenti sotto forma di capitale proprio e di debito;
  • migliorare l’accesso ai mercati, in particolare all’interno dell’UE ma anche a livello mondiale;
  • migliorare le condizioni quadro per la competitività e la sostenibilità delle imprese dell’UE, specialmente le PMI;
  • promuovere lo spirito imprenditoriale e la cultura dell’imprenditorialità.

 

I principali strumenti individuati dalle Regioni per agevolare i professionisti e le partite IVA  nell’accesso ai finanziamenti europei sono: agevolazioni a fondo perduto, accesso al credito e  contributi per l’avvio di nuove attività.

Per presentare la domanda di finanziamento fondi strutturali UE per i professionisti, gli interessati devono seguire una specifica procedura: verificare sul sito della Regione di residenza l’apertura del bando, i requisiti di partecipazione, le tipologie di spese ammesse, il tipo di agevolazione concessa se per esempio si tratta di un contributo a fondo perduto o altro tipo di incentivo e sostegno, e verificare le modalità con le quali presentare l’istanza e la documentazione richiesta ed infine, la scadenza del bando.

I requisiti richiesti al professionista in forma individuale per accedere al Fondo strutturale europeo, sono:

  • Aver iniziato l’attività professionale da non più di 3 anni, a partire dalla data di apertura di partita IVA in forma individuale;
  • Residenza nella regione del bando;
  • Svolgimento esclusivamente di un’attività libera e professionale;
  • I professionisti non devono far parte di studi associati o di società di professionisti, non devono essere lavoratori dipendenti neanche a part time o a contratto a tempo determinato, pensionati, collaboratori di impresa familiari, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, titolari di impresa individuale o amministratori di società di persone o capitali.

Anche il libero professionista che ha la partita Iva da più di tre anni può avere la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto, pari al 50% delle spese ammesse, da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 20.000 euro, come contributo per le spese di avvio e funzionamento. Sono ammesse a contributo le spese strettamente connesse all’avvio e al funzionamento dei primi tre anni di attività professionale, sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda ed entro la scadenza del triennio.

Le criticità persistenti tuttora sono rappresentate da una regolamentazione di accesso ai finanziamenti contenuta nei bandi o nella modulistica approntata per dare attuazione ai programmi contenenti restrizioni immotivate e illegittime che escludono dal novero dei beneficiari i professionisti.