Sisma bonus 2017: Finanziamenti e detrazioni per l’adeguamento sismico

In 2.500 anni, l’Italia è stata interessata da oltre 30mila terremoti di media e forte intensità, superiore al quinto grado della scala Mercalli, e da circa 560 eventi sismici d’intensità uguale o superiore all’ottavo grado della scala Mercalli, i finanziamenti per adeguamento sismico dovrebbero essere letteralmente vitali per il nostro paese.

Addirittura, nel Novecento, sette terremoti hanno avuto una magnitudo uguale o superiore a 6.5, pari al decimo e undicesimo grado della scala Mercalli: dall’Irpinia all’Aquila, nel dopoguerra l’Italia è stata la nazione europea più colpita dagli eventi sismici.

Finanziamenti adeguamento sismico, partiamo dall’Irpinia

finanziamenti adeguamento sismico irpinia

Foto@Wikimedia Commons

Il terremoto dell’Irpinia si verificò il 23 novembre 1980 e colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale: provocò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Alle 3.32 del 6 aprile 2009 una scossa di magnitudo 6.2 ha devastato L’Aquila e i paesi limitrofi: il bilancio definitivo fu di 309 morti, quasi 2.000 feriti, 65 mila sfollati e 1.700 monumenti danneggiati. Il terremoto del Molise del 2002 provocò il crollo di una scuola elementare a San Giuliano di Puglia: morirono 27 bambini e una maestra.

Alle 3,32 del 6 aprile 2009 ’Aquila e le zone circostanti sono colpite da un sisma di magnitudo 6,3. La scossa principale è seguita da decine di repliche di assestamento: 309 i morti e 23 mila gli edifici distrutti.

Il 24 Agosto 2016 alle ore 3:36 un devastante terremoto di magnitudo 6.0 colpisce Umbria, Lazio e Marche. I centri più colpiti sono Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Interi paesi sono rasi al suolo. I morti sono circa 300 e i feriti quasi 400.

In Italia almeno 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico”, ha ricordato Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, in una nota diffusa a poche ore dal terremoto che ha colpito Amatrice e altri paesi tra Lazio e Marche.

Da Nord a Sud, nessuna zona è virtualmente esente, tanto che in Italia si registra un sisma di magnitudo superiore a 6,3 ogni 15 anni in media.

Dallo scorso luglio si sono verificati nel mondo almeno 200 terremoti di magnitudo superiore a 4,5, ma solo tre sono stati classificati disastrosi sotto il profilo del numero delle vittime e dei danni economici, e sono tutti avvenuti in Italia.

Il perché è presto detto: nella maggior parte dei casi a determinare l’aumento del numero delle vittime del sisma in Italia è lo stato degli edifici, perlopiù vecchi. Un decimo delle abitazioni italiane risale ad almeno un secolo e mezzo fa, mentre circa la metà delle costruzioni sono state realizzate prima del 1971, quando entrò in vigore il primo regolamento anti-sismico. Una percentuale che sale al 76% nel caso di Amatrice, distrutta dal sisma del 24 agosto.

Per gli edifici esistenti a che punto siamo con i finanziamenti per adeguamenti sismici

adeguamento sismico edifici esistenti

foto@Wikipedia

Ad oggi, inoltre, non esiste una regola stringente riguardo i controlli sull’adeguamento sismico per gli edifici esistenti, soprattutto per via degli alti costi di realizzazione, senza contare che in Italia le assicurazioni anti-sismiche sono poco frequenti: la responsabilità della ricostruzione è, quindi, esclusivamente del governo.

Negli ultimi cinquant’anni, secondo i dati della Protezione civile, i danni economici causati dagli eventi sismici sono stati valutati in circa 80 miliardi di euro, a cui si aggiungono i danni al patrimonio storico e artistico.

Secondo i dati dell’Ufficio Studi della Camera dei Deputati, abbiamo speso per ricostruire, in quarantotto anni, una cifra pari a 121 miliardi di euro. 2,5 miliardi all’anno, più o meno, a cui bisogna aggiungere le imprese che chiudono, gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro, gli sgravi fiscali, le esenzioni dalle imposte, il welfare dedicato, i costi burocratico-amministrativi aggiuntivi.

Certamente l’adeguamento costa salato, ma può salvare la vita. Ma di che cifre parliamo? L’intervento meno invasivo ed economico è detto “locale; può consistere nel sanare manomissioni pregresse murando una porta o una finestra create in precedenza e guadagnare stabilità. Poi c’è l’ “adeguamento sismico” che può portare a un progresso sostanziale della resistenza; ad esempio installando dei tiranti agli angoli della casa che rendono solidali le murature ed evitano che l’oscillazione del sisma scosti le pareti e faccia crollare i solai. Il terzo tipo di intervento, detto di “adeguamento sismico”, è il massimo possibile per veder aumentare il coefficiente di resistenza fino a 100, quello di una casa antisismica.

Per dare un ordine di grandezza, il costo di un intervento migliorativo consistente si aggira attorno ai 200 euro al metro quadrato calpestabile, ovvero 40 mila euro per una ipotetica casa bifamiliare da 200 metri quadrati, mentre il forfait per lo studio di progettazione s’aggira attorno ai 7-8.000 euro.

E c’è anche una buona notizia, per chi ha intenzione di adeguare la propria abitazione: a partire dal terremoto del 24 agosto, la nuova arma del Governo sono i Sisma Bonus che possiamo tranquillamente inserire nel panorama dei finanziamenti.

Il Sisma bonus 2017 è una agevolazione inserita nel testo della Legge di Bilancio 2017 che prevede la possibilità di fruire di un’importante detrazione fiscale sugli interventi di adeguamento sismico delle case, degli immobili delle attività produttive e dei condomini.

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, incluse quelle per la classificazione e la verifica sismica, su edifici adibiti ad abitazioni private e attività produttive, ubicati nelle zone 1 e 2 (zone sismiche ad alta pericolosità), nonché nella zona 3 (in cui possono verificarsi forti, ma rari, terremoti), fino a un importo massimo di 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno, spetta una detrazione nella misura del 50%, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo.

Finanziamenti adeguamento sismico quali sono le detrazioni

finanziamenti adeguamento sismico detrazioni

foto@Wikipedia

È previsto un aumento della percentuale di detrazione qualora, in virtù delle misure antisismiche adottate, si ottenga una riduzione del rischio sismico tale da determinare il passaggio a una classe di rischio inferiore.

Per le abitazioni e gli edifici produttivi, la detrazione maggiorata è pari:
– al 70%, in caso di passaggio a una classe di rischio inferiore
– all’80%, in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.
Per gli interventi realizzati su parti comuni di edifici condominiali, la detrazione maggiorata è pari:
– al 75%, in caso di passaggio a una classe di rischio inferiore
– all’85%, in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.

Un successivo decreto, pubblicato dal Mit, ha poi reso note le Linee guida da adottare, e che rappresentano lo strumento operativo necessario per la concerta regolamentazione degli incentivi fiscali maggiorati, fornendo gli strumenti tecnici indispensabili per la classificazione del rischio sismico degli edifici.

Il documento individua 8 classi di rischio, dalla A+ alla G, che indicano:
• il rischio a cui è sottoposto l’edificio in caso di evento sismico
• il modo in cui risponde a tale evento.

Oltre all’adozione delle Linee guida, il decreto ha definito le modalità di attestazione dell’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico. Tale efficacia rileva ai fini della individuazione della percentuale di detrazione d’imposta a cui si ha diritto.

L’attestazione è effettuata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori e collaudo statico, in possesso di una laurea in ingegneria o in architettura e che risultino iscritti ai relativi albi professionali.

È importante precisare che gli interventi devono essere di carattere preventivo, cioè non sono compresi tra essi gli interventi di ricostruzione post terremoto. Per questi ultimi naturalmente sono stati previsti aiuti e incentivi studiati ad hoc.

Per ottenere le agevolazioni fiscali è necessario:
• indicare i dati castali dell’immobile oggetto dell’intervento nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo
• effettuare i pagamenti unicamente con bonifico parlante.

Bisogna inoltre conservare la documentazione da esibire in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate:
• titoli autorizzativi necessari per l’intervento
• copia di bonifici e fatture
• ricevute IMU
• delibera assembleare di approvazione dell’intervento in caso di lavori condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese.

Con l’ormai assoluta consapevolezza di una situazione di pericolosità sismica medio/alta del nostro Paese e di una vulnerabilità molto alta del tessuto urbano caratterizzato da una forte densità abitativa e da un costruito molto datato, non resta che rendersi conto che la prevenzione è l’unica vera strategia da adottare per limitare i danni in caso di sisma, cercando quindi di adeguare il prima possibile le strutture a suo tempo costruite senza particolare attenzione agli aspetti del rischio sismico.